INTERSEZIONI
Arte e cura nei musei della città
INTERSEZIONI nasce da una convinzione che guida tutto il lavoro del collettivo: aprire le porte, stare fuori, stare nella vita. La cura non appartiene solo ai luoghi della cura. Può abitare anche gli spazi della cultura e della città, dove le persone si incontrano senza etichette e senza ruoli.
Per questo portiamo i nostri atelier di danzaterapia e arteterapia nelle sale dei musei. Lì i partecipanti del collettivo attivano lo spazio, e i visitatori possono osservare, incuriosirsi e, se lo desiderano, entrare nello scambio. Non è una performance né un laboratorio tradizionale: è un'esperienza condivisa, in cui l'arte diventa occasione di ascolto, espressione e connessione.
Il primo capitolo: il MAO e Chiharu Shiota
Il percorso è iniziato al MAO – Museo d'Arte Orientale di Torino, all'interno della mostra Chiharu Shiota: The Soul Trembles. Le installazioni dell'artista giapponese sono attraversabili, sospese, fatte di fili, nodi e frammenti. Evocano legami e separazioni, cicatrici e pensieri in trasformazione: stimoli potenti per riflettere sulle ambivalenze dello stare in relazione.
Atelier di danzaterapia – 2 aprile 2026
Nel primo appuntamento abbiamo lavorato con la danzaterapia, nella forma del Movimento Creativo. Abbiamo esplorato le tracce emotive lasciate dalle opere, il dialogo tra spazio interno ed esterno, la relazione con gli altri.
Abbiamo usato dei gomitoli di lana, prima rossi e poi neri, in continuità con la poetica dell'artista e con i colori del museo. I fili hanno cominciato a tessere connessioni tra persone che non si conoscevano, creando una rete viva. Il movimento spontaneo ha aperto un dialogo autentico, in cui ciascuno ha potuto avvicinarsi con i propri tempi: osservando, entrando, lasciandosi attraversare.
Chi ha partecipato ha descritto quello che è nato come "un organismo vivo, uno spazio di intimità e verità, capace di evocare il legame nelle sue ambivalenze: attrazione, timore, apertura".
Atelier di arteterapia – 7 maggio 2026
Nel secondo appuntamento le sale del MAO sono diventate uno spazio di creazione condivisa. Attraverso l'arteterapia abbiamo lavorato con immagini, segni, fili e composizioni per dare forma alle tracce emotive lasciate dalle opere.
La parte più preziosa è stata vedere i visitatori fermarsi, osservare e scegliere di partecipare. Persone entrate nel museo come spettatrici, che poco alla volta hanno deciso di lasciare un segno, intrecciare materiali, condividere un tempo e uno spazio comune. Il laboratorio ha preso vita proprio in questi incontri spontanei: un gesto condiviso, una conversazione nata attorno a un tavolo.
Alle 18 tutti i lavori realizzati si sono uniti in un'unica installazione collettiva: traccia visibile di una presenza condivisa e di un processo costruito insieme.
Il percorso continua
Ringraziamo il MAO per averci accolto con cura e fiducia, rendendo possibile uno spazio aperto di relazione, partecipazione ed espressione. La collaborazione continuerà, e INTERSEZIONI crescerà con nuovi appuntamenti e nuovi musei: luoghi in cui arte, corpo e incontro possano dialogare liberamente.